A partire dal 1 luglio prossimo avrà inizio la sperimentazione tariffaria su scala nazionale rivolta ai clienti domestici che utilizzano pompe di calore elettriche come unico sistema di riscaldamento dell’abitazione di residenza. Dato che persistono ancora dei dubbi in merito, l'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico ha pubblicato una serie di risposte alle domande più frequenti che vengono rivolte dai clienti. Le riportiamo. A proposito ricordiamo anche che il 25 giugno sarà pubblicato lo speciale tecnico di QualEnergia.it "Pompe di calore elettriche per la climatizzazione domestica"
In cosa la nuova tariffa D1 è diversa dalla mia tariffa attuale?
Il prezzo dell’energia elettrica per gli utenti domestici italiani è definito sommando tre corrispettivi:
un corrispettivo fisso (definito in centesimi di euro/anno);
un corrispettivo di potenza, proporzionale al valore di potenza impegnata (in centesimi di euro/anno per ogni kW);
un corrispettivo variabile in funzione dei consumi effettivi (in centesimi di euro/kWh).
Le tariffe domestiche attualmente in vigore (chiamate D2 e D3) prevedono che quest’ultima componente variabile abbia un valore crescente con i consumi e risultano quindi “progressive”: più consumi, più paghi ogni kWh consumato; i clienti con alti livelli di consumo annuo sono dunque i più penalizzati dall’attuale struttura tariffaria progressiva, con bollette elettriche che crescono più che proporzionalmente all’incremento dei consumi.
Al contrario, la tariffa D1 prevede che ogni kWh sia pagato sempre uguale, indipendentemente dal volume di consumo annuo; a titolo esemplificativo, si veda il grafico seguente, relativo al caso di utenti con potenza impegnata fino a 3 kW.